Il 7 marzo 1944 Lecco scioperò contro guerra e occupazione. Le fabbriche si fermarono: un atto di ribellione operaia diventato simbolo di memoria collettiva e resistenza civile.
Si è tenuta oggi la commemorazione per il 77esimo anniversario di una vicenda che ha segnato la storia locale. Avagnina, Anpi: «Una data fondante dell’identità antifascista e democratica della nostra città, medaglia d’argento al valore militare»
Il 7 marzo 1944, Lecco si fermò. Le sirene delle fabbriche, da sempre suono di lavoro e fatica, divennero un segnale di ribellione. Gli operai scelsero il silenzio delle macchine come forma di protesta contro la guerra, la fame e l’occupazione tedesca.
Quello sciopero, parte di un moto che attraversò tutto il Nord Italia, lasciò un segno profondo nella storia della città e nella memoria collettiva.
Angelo Signorelli fu arrestato a Monza l’11 marzo 1944 nella sua abitazione per attività antifascista. Dopo la detenzione alla caserma dei Carabinieri di Monza, al carcere di San Vittore a Milano e in una caserma di Bergamo, venne deportato nei campi di Mauthausen e Gusen. Sopravvisse alla deportazione e fu liberato il 5 maggio 1945, tornando in Italia segnato ma vivo, testimone della violenza e del coraggio di quegli anni.