Angelo Signorelli fu arrestato a Monza l’11 marzo 1944 nella sua abitazione per attività antifascista. Dopo la detenzione alla caserma dei Carabinieri di Monza, al carcere di San Vittore a Milano e in una caserma di Bergamo, venne deportato nei campi di Mauthausen e Gusen. Sopravvisse alla deportazione e fu liberato il 5 maggio 1945, tornando in Italia segnato ma vivo, testimone della violenza e del coraggio di quegli anni.